Probabilità

1. Definizione nel campo dei Futuri

La probabilità è uno stato futuro che si colloca tra gli estremi della certezza assoluta e dell’incertezza totale: da un lato il futuro su cui si scommette tutto, dall’altro quello che si ritiene non accadrà mai, con una moltitudine di possibilità intermedie, ciascuna definibile come futuro probabile. La probabilità indica ciò che è statisticamente verosimile e assume spesso una valenza matematica, suggerendo esiti quantificabili che possono essere calcolati, analizzati e previsti con un certo grado di certezza.

2. Definizioni generali

Il Vocabolario Treccani definisce la probabilità come il carattere di ciò che è probabile: la condizione di un fatto o di un evento che si ritiene possa accadere o che, fra più eventi possibili, appare come quello che più ragionevolmente si verificherà (Treccani, s.d.-a). In senso esteso indica la misura in cui si ritiene che un evento possa realizzarsi.

Nel linguaggio scientifico la probabilità è la valutazione numerica attribuita al possibile verificarsi di un evento aleatorio, cioè casuale, ed è espressa da un numero compreso tra 0 (evento impossibile) e 1 (evento certo) (Treccani, s.d.-a). Treccani distingue le impostazioni con cui il concetto viene precisato: quella classica, come rapporto tra il numero dei casi favorevoli e quello dei casi possibili (è il caso del lancio di un dado non truccato); quella frequentistica, come rapporto fra successi e prove effettuate su un numero sufficientemente grande di prove; e quella soggettiva o bayesiana, che definisce la probabilità come il grado di fiducia che una persona attribuisce al verificarsi di un evento sulla base delle proprie conoscenze, e che si rifà direttamente all’idea di scommessa (Treccani, s.d.-a). I giudizi probabilistici sugli esiti si fondano spesso su dati tangibili che fungono da indicatori (Macchi et al., 2022, pp. 1357-1367).

Allo stesso tempo, la conoscenza accumulata su un certo argomento influenza la previsione degli esiti: la probabilità è perciò definita anche da determinati limiti di conoscenza.

3. Etimologia

Il punto d’ingresso è il lemma stesso. Probabilità deriva dal latino probabilĭtas, a sua volta da probābilis, “degno di approvazione, credibile” (Treccani, s.d.-a; Treccani, s.d.-b). La radice ultima è il verbo latino probāre, “provare, approvare”, derivato di probus, “buono, onesto”, propriamente “riconoscere una cosa come buona” (Treccani, s.d.-c). In italiano questo legame è diretto e trasparente nel verbo provare: mettere alla prova, sperimentare e, in senso forte, dimostrare la verità di un’affermazione (Treccani, s.d.-c). La probabilità è quindi, alla radice, ciò che regge alla prova e merita di essere creduto.

La stessa radice illumina la storia filosofica del termine: già nel probabilismo di Cicerone probabile designava l’opinione plausibile o largamente approvata, e in italiano la parola conserva, accanto all’accezione logico-matematica, quella della credibilità di un’opinione o di un argomento attendibile ma non del tutto certo (Franklin, 2015, p. 116; Treccani, s.d.-b). Per coerenza interlinguistica si può notare che l’inglese probability e il tedesco Wahrscheinlichkeit (“apparenza del vero”) insistono entrambi sull’idea di “apparenza di verità”; il nucleo italiano resta invece quello del provare e dell’approvare.

4. Ambito dei termini

Treccani registra come affini di probabilità i termini ammissibilità, attendibilità, eventualità, plausibilità, possibilità e presumibilità; come contrari improbabilità, inverosimiglianza e implausibilità, fino all’estremo dell’impossibilità (Treccani, s.d.-d).

La distinzione più importante per il lavoro sui Futuri è quella tra probabile e possibile. Benché spesso usati come equivalenti, in italiano non sono sinonimi: probabile esprime un grado di fiducia maggiore di possibile (Treccani, s.d.-b). Treccani lo illustra con un esempio efficace: una nevicata a Roma in aprile è possibile ma non probabile. Il possibile apre il ventaglio di ciò che può accadere; il probabile vi seleziona ciò che, con buone ragioni, si ritiene accadrà. A questa coppia si lega l’idea di aleatorietà (dal lat. alea, “dado”): nel calcolo delle probabilità aleatorio è sinonimo di casuale o stocastico e rinvia al gioco dei dadi, cioè a esiti governati dal caso ma con probabilità calcolabili (Treccani, s.d.-a).

Sul versante della previsione, l’italiano dispone di una famiglia di termini distinti. La previsione è il giudizio generale su ciò che accadrà; il pronostico (dal gr. πρόγνωσις, “prescienza”, attraverso il lat. prognostĭcum) è la previsione di avvenimenti futuri, che spazia dalla proiezione calcolata al presagio (Treccani, s.d.-e); la prognosi (dallo stesso πρόγνωσις, “conoscere prima”) è in medicina la previsione sul decorso e sull’esito, e per estensione il giudizio sull’evoluzione di un fenomeno (Treccani, s.d.-f). Pronostico e prognosi condividono dunque la radice del “conoscere prima”, mentre la predizione (dal lat. praedicĕre, “dire prima”) sottolinea l’atto di annunciare un evento prima che accada.

Gli estremi della scala restano la certezza e l’impossibilità, punti fissi binari tra cui si distribuisce ogni grado di probabilità; a essi si collega l’incertezza, intesa come stato in cui le probabilità restano indefinite. Sul piano teorico, la relazione tra possibilità e probabilità è asimmetrica, poiché ciò che è probabile deve essere preliminarmente possibile (Dubois & Prade, 2022, p. 1066): il possibile è la condizione del probabile.

5. Fondamenti teorici

Robert Rosen e Mihai Nadin esplorano la probabilità e le sue connessioni con la possibilità in Anticipatory Systems (Rosen, 2012). Per Rosen l’anticipazione è un modello di sé stessa che si dispiega in tempo reale, guidato sia dalle realizzazioni della probabilità sia dalle proiezioni della possibilità. La possibilità diventa così una scelta-guida alimentata dall’immaginazione, mentre la probabilità è il grado di sorpresa o di aspettativa con cui un evento immaginato viene valutato rispetto alla sua possibilità.

Nel lavoro di Aloisius Louie sulla biologia matematica, legato a quello di Rosen e Nadin, emerge un punto netto: il modello predittivo di un sistema anticipatorio non va equiparato ad alcuna forma di certezza, nemmeno probabilistica, sul futuro (Louie, 2019, p. 21). La scala di probabilità, come numero compreso tra 0 e 1, escluderebbe così, paradossalmente, l’idea stessa di certezza.

Lo studioso della cultura Arjun Appadurai (2013) chiarisce la posta in gioco distinguendo un’etica della probabilità e un’etica della possibilità. Egli sostiene che gli esseri umani esercitano una agency nel plasmare il futuro: il futuro non è predeterminato, ma è prodotto della costruzione sociale e dell’azione umana, e può essere guidato più dall’immaginazione e dal possibile che dal destino o da una probabilità prestabilita. L’etica della possibilità valorizza il modo in cui le persone immaginano, anticipano e partecipano alla creazione del futuro; l’etica della probabilità, orientata alla riduzione del rischio, si fonda invece su proiezioni statistiche e su futuri guidati dai dati (Appadurai, 2013, p. 295; Poli, 2017, p. 29). Le due etiche sono intrecciate: non c’è probabile senza considerare il possibile, né, spesso, possibile senza un senso di ciò che è probabile realizzare.

Probabilità e possibilità si incontrano anche nell’opera di Riel Miller. In Transforming the Future (2018) Miller distingue i modi in cui gli esseri umani usano il futuro attraverso il Futures Literacy Framework, separando l’anticipazione-per-il-futuro (AfF) dall’anticipazione-per-l’emergere (AfE). L’AfF riguarda un futuro pianificato o desiderato (per esempio, l’obiettivo di scalare l’Everest o prendere l’ombrello in previsione della pioggia) ed è associabile alla probabilità, a ciò che è preparabile e calcolabile. L’AfE riguarda invece un non-futuro, un costrutto usa e getta che non deve essere vincolato dalla probabilità o dalla desiderabilità (Miller, 2018, p. 20), e apre lo spazio dell’emergenza e della novità. In definitiva, probabilità e possibilità restano legate dalla verosimiglianza e dall’immaginazione: entrambe implicano un grado di agency e lasciano spazio all’emergere del nuovo.

6. Utilizzo nella pratica dei Futuri

L’esplorazione dei futuri probabili è una fase integrata nei Futures Literacy Laboratory (FLL), utile a valutare futuri che danno un’impressione relativamente realistica e risultano perciò accessibili ai partecipanti. Un futuro probabile è qui semplicemente un futuro ritenuto più probabile di altri. Esplorarlo serve a trasmettere un’idea di come si presentano futuri diversi, a individuare schemi, sviluppi e tendenze e, da lì, a invitare alla novità oltre i futuri probabili immaginati (Helm, 2006); i partecipanti sono così portati a esaminare le proprie convinzioni di lunga data come forma di previsione sul futuro (Poli, 2017, p. 193).

Creare futuri che escono dal dominio della probabilità è essenziale per i Futures Literacy Laboratory e per la Futures Literacy. Come scrive Miller, la Futures Literacy ha permesso di concepire e attuare processi che consentono alle parti interessate di ampliare le proprie immagini del futuro oltre i futuri attesi: poter proporre visioni non vincolate dalla ricerca di alti livelli di probabilità apre lo spazio per conversazioni che rendono espliciti e inventano futuri, offrendo un modo diverso di guardare al presente (Miller, 2018, p. 175).

In conclusione, probabilità e possibilità sono concetti linguisticamente vicini, ma distinguerli è necessario per il lavoro sui Futuri: la probabilità riguarda ciò che statisticamente è verosimile accada, mentre la possibilità lascia più spazio all’immaginazione, alla visione e al sogno. Per quanto possa sembrare un esercizio di semantica, questa distinzione ha un valore concreto nel facilitare il pensiero individuale e collettivo nei Futures Studies.

Terminologhe: Mariagrazia Berardi, Nicoletta Boldrini (Inglese: Sandra Schwarzmann)

Per la versione italiana di questa voce sono stati utilizzati strumenti di traduzione e di supporto basati su modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), in particolare ChatGPT (OpenAI) e Claude (Anthropic), a partire dalla versione inglese, integrata e localizzata con fonti in lingua italiana. I risultati sono stati in ogni caso verificati e rielaborati dalle terminologhe umane, che si assumono la piena responsabilità della qualità di questa voce.

Riferimenti

Appadurai, A. (2013). The future as cultural fact: Essays on the global condition (1st ed.). Verso. https://www.versobooks.com/products/2298-the-future-as-cultural-fact

Dubois, D., & Prade, H. (2022). Possibility theory. In The Palgrave encyclopedia of the possible (pp. 1064–1073). Springer Nature. https://doi.org/10.1007/978-3-030-90913-0

Franklin, J. (2015). The science of conjecture. Johns Hopkins University Press. https://dx.doi.org/10.1353/book.40454

Helm, R. van der. (2006). Towards a clarification of probability, possibility and plausibility: How semantics could help futures practice to improve. Foresight, 8(3), 17–27. https://doi.org/10.1108/14636680610668045

Louie, A. H. (2019). Mathematical foundations of anticipatory systems. In R. Poli (a cura di), Handbook of anticipation (pp. 1–29). Springer International Publishing. https://doi.org/10.1007/978-3-319-31737-3_21-1

Macchi, L., Caravona, L., Cucchiarini, V., & Aimo, N. (2022). Probabilistic thinking. In The Palgrave encyclopedia of the possible (pp. 1357-1367). Springer Nature. https://doi.org/10.1007/978-3-030-90913-0

Miller, R. (2018). Transforming the future: Anticipation in the 21st century. Taylor & Francis. https://doi.org/10.4324/9781351048002

Nadin, M. (2012). Prolegomena: What speaks in favor of an inquiry into anticipatory processes? In Anticipatory systems: Philosophical, mathematical, and methodological foundations (pp. xv–lx). Springer. https://doi.org/10.1007/978-1-4614-1269-4

Poli, R. (2017). Introduction to anticipation studies. Springer International. https://doi.org/10.1007/978-3-319-63023-6

Rosen, R. (2012). Anticipatory systems: Philosophical, mathematical, and methodological foundations (2ª ed.). Springer. https://doi.org/10.1007/978-1-4614-1269-4

Treccani. (s.d.-a). Probabilità. Disponibile all’indirizzo: https://www.treccani.it/vocabolario/probabilita/

Treccani. (s.d.-b). Probabile. Disponibile all’indirizzo: https://www.treccani.it/vocabolario/probabile/

Treccani. (s.d.-c). Provare. Disponibile all’indirizzo: https://www.treccani.it/vocabolario/provare/

Treccani. (s.d.-d). Probabilità. Disponibile all’indirizzo: https://www.treccani.it/vocabolario/probabilita_(Sinonimi-e-Contrari)/

Treccani. (s.d.-e). Pronostico. Disponibile all’indirizzo: https://www.treccani.it/vocabolario/pronostico/

Treccani. (s.d.-f). Prognosi. Disponibile all’indirizzo: https://www.treccani.it/vocabolario/prognosi/

Cite this entry:
Berardi, M., Boldrini, N., & Schwarzmann, S. (2026). Probabilità. In M. Berardi, N. Boldrini, S. Bergheim, & C. Fraser (Red.). Glossario dei Futuri. ZGF. https://futuresglossary.net/term/probability/it
CC BY-NC-SA 4.0 Futures Glossary © 2026 by Bergheim S. & C. Fraser is licensed under CC BY-NC-SA 4.0

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